Alma
- 10 ore fa
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Il circo della vita
Nel silenzio di questi corridoi ci siamo passati tutti, almeno una volta.
Da neonati troppo piccoli per ricordare, da adulti con il passo veloce, lo sguardo abbassato.O da seduti, in attesa, a contare le porte, le pareti, i minuti.
Quanti passi hanno custodito questi corridoi.Quante storie hanno ascoltato senza mai parlare.

E poi c’è un passo che oggi trattiene il mio sguardo più degli altri.
Un passo leggero.Stonato.Fuori posto.
Un passo allegro e spensierato in uno dei luoghi che più stringono il cuore: il reparto pediatrico.
Perché qui il dolore ha il volto dei bambini.E il coraggio, quello vero, cammina in punta di piedi.
La storia di oggi nasce proprio qui.Da questi passi che sembrano sbagliare strada.Che non seguono il silenzio.Che non rispettano la paura.
Ma portano colore, respiro e luce nei volti di chi lotta ogni giorno.
Sono i passi delle volontarie di Alma.L’associazione che porta la clownterapia nei reparti pediatrici e oncologici. Nelle carceri e nelle case di riposo.
Dove una risata diventa cura.E un sorriso diventa forza.
Ad accogliermi ci sono anche gli occhi verdi di una bambina di sette anni.
Estefanne, con il suo sguardo intenso e curioso, mi guarda senza fretta, come se volesse entrare nel cuore di chiunque le si ponga davanti.
In quell’attimo, tra una risata e un abbraccio, qualcosa di magico succede.

“Anche io voglio il naso rosso”, esclama.
E la magia diventa realtà.
Estefanne è solo una delle tante storie che ogni giorno si intrecciano con il lavoro di Alma, l'associazione della nostra città che, attraverso la clownterapia, porta un raggio di luce dove la sofferenza sembra troppo grande.
Nata dall’esperienza personale della sua fondatrice, Gina, e con l'intento di alleviare il dolore e le difficoltà di chi sta attraversando momenti difficili, Alma non si ferma ad un singolo luogo.
Le volontarie di Alma, infatti, si spostano anche nelle RSA, negli istituti penitenziari, nei centri diurni, nei luoghi dove la solitudine e la tristezza sembrano essere le compagne più fedeli.
Ovunque ci sia un bisogno di umanità, di un sorriso che scaldi anche solo per un attimo il cuore, l'associazione c’è.
Non serve un invito speciale.
E così come è accaduto con Estefanne, dove il gioco e la magia della clownterapia hanno permesso di comunicare senza parole, lo stesso accade nei luoghi più impensabili.
Perché Alma non si occupa solo di far ridere.
I clown della terapia si calano nei panni di chi soffre:non si limitano ad entrare in un luogo, a fare il loro “spettacolo”e poi andarsene.

Ascoltano, consolano, sostengono, incoraggiano, sentono con il cuore, sempre consapevoli di quello che c'è dietro ogni sguardo, ogni silenzio, ogni piccolo gesto che accompagna il ritorno alla speranza.
E poi si formano e formano: tengono laboratori, corsi, si confrontano con esperti del settore affinché si diffonda, anche nella nostra terra, la metodologia del circo sociale.
Perché non importa quanto grande sia la sofferenza, se si tratti di adulti o bambini: il sorriso, quando è sincero, ha il potere di abbattere qualsiasi muro.
Nel mentre questi pensieri sembrano distrarmi, Estefanne mi sorprende.
Mi prende la mano con una naturalezza che non ammette rifiuti.
“Giochiamo?”.
Non è una domanda.È un invito alla vita.
In quel corridoio che poco prima mi sembrava sospeso tra silenzi e paure, il tempo cambia ritmo.
Le porte non sono più solo porte.I minuti non sono più da contare.
C’è solo un gioco da iniziare.
Stringo la sua mano piccola nella mia e capisco che forse ha ragione lei.
Forse la vita è questo:un grande gioco in cui nessuno ci insegna davvero le regole.
Non conta vincere.Non conta perdere.
Conta restare in campo.Conta provarci, ridere anche quando fa male, rialzarsi con il naso rosso e il cuore un po’ più leggero.

Estefanne gioca.
Le volontarie di Alma giocano.
E in quel gioco coraggioso, fragile e luminoso, mi insegnano che anche nei luoghi che stringono il cuore si può ancora scegliere di portare colore.
Perché, in fondo, la vita non chiede di essere perfetta. Chiede solo di essere vissuta. Fino in fondo. Giocando la propria partita



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