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Mondilab

  • Immagine del redattore: voci coro
    voci coro
  • 47 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Il paradigma della resistenza


Quel giorno, in aula, la temperatura era caldissima.

Non solo perché era estate. 

La temperatura esterna, infatti, era identica alla mia: ero elettrizzata, agitata, accesa ed animata. 

Dopo poco, Isabella sarebbe entrata in aula e avrebbe finalmente deposto, raccontato ad alta voce, scoperchiato gli anni di violenza e sopraffazione subiti, e per la prima volta, io, dai banchi della difesa, avrei accompagnato questo racconto. 

Sostenuto questa storia di resistenza e di riscatto.

Le aule di un tribunale, si sa, sono sempre teatro di storie d’umanità, nelle quali, a prescindere dal ruolo, a me piace tuffarmi a pieno cuore. 

E quel giorno d’estate, la sua storia, il mio cuore lo aveva completamente rubato. 

La sua escussione fu per me una vera lezione di vita, mi cambiò per sempre e mi fece comprendere davvero che nulla vale più della nostra dignità. 


L’espressione vivente della forza d’animo, di cui ho sempre letto nelle poesie di Alda Merini, aveva finalmente un volto, dei lineamenti delicati e decisi, dolci ed allo stesso tempo scalfiti, ed erano proprio i suoi: quelli di Isabella. 

“Il coraggio non è soltanto una bella parola.  Il coraggio sono le nostre scelte”, disse e la sua voce io la sento ancora.

Quando ho scoperto Mondilab - La bottega del Dono, che ha sede nella centralissima Via Nazionale della area urbana di Corigliano, ho provato la stessa sensazione. 

Storie di coraggiosa umanità che si intrecciano nel progetto di una bottega solidale, le cui protagoniste, le donne del Centro Antiviolenza e delle Case Rifugio, realizzano prodotti originali ed unici che poi donano alla comunità cittadina. 

I laboratori di mosaico, di bigiotteria e di sartoria offrono loro la possibilità di apprendere le tecniche di lavoro artigianale che, quasi come fosse un cerchio magico, poi restituiscono agli altri, donando le loro creazioni in questa staffetta continua di umanità. 

Realizzano anche bomboniere per ogni evento e oggettistica regalo per ogni occasione. 

Ogni loro opera, paradigma di rinascita, volutamente non ha un prezzo, non si vende e, quindi, non si può comprare. Alla Bottega del Dono, infatti, ogni cosa parla di valore: “il valore del lavoro, del tempo, della cura e della storia che contiene”. 


E in un tempo che misura tutto in denaro, Mondilab sceglie la radicalità del valore. 

Un valore che non si compra e non si vende, ma si riconosce. Un valore che vive nello scambio umano, nello sguardo, nella gratitudine che circola come una corrente calda.

E allora ho capito che esistono luoghi che sono aule senza toghe e senza banchi,  nei quali si celebra lo stesso, solennissimo processo: quello della restituzione della dignità.

Mondilab è uno di questi luoghi. Qui non si giudica, non si pesa, non si valuta. Qui si accoglie, si impara, si crea e, soprattutto, si dona. Con la loro rubrica “ I Panni Nostri al Sole” , la Bottega, poi,  diventa anche spazio culturale e politico, ambiente di confronto e di dialogo. Il luogo in cui si trasforma ciò che è stato ferita in gesto, ciò che è stato silenzio in colore, ciò che è stato paura in materia viva. Ogni mosaico, ogni cucitura, ogni perla infilata è una scelta. La stessa scelta di cui parlava Isabella , in aula, in quella caldissima giornata d’estate: il coraggio che prende forma.

E così, mentre penso a Isabella e rivedo quel volto che mi ha insegnato che la dignità non si negozia mai, so che questa bottega è un atto di giustizia quotidiana. Silenziosa, concreta, rivoluzionaria.

Perché il coraggio, davvero, non è una bella parola. 

Il coraggio sono le nostre scelte.

E qui, ogni giorno, qualcuno sceglie di rinascere.

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