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Rosa

L'anima tra le spirali di carta



Questa è l'epoca in cui le macchine hanno "imparato" a creare, dove l'intelligenza artificiale, veloce e precisa, ha quasi del tutto sostituito l'uomo. L'errore, la lentezza e l'intuizione non sono solo aspetti ormai desueti, ma anche un tempo alla base di un percorso artistico in crescendo.


A dettare queste regole è il fabbisogno di una società ormai assuefatta alla staticità di alcuni ritmi, abituata a chiedere ed ottenere risposte in pochissimo tempo, senza sforzo e senza applicazione. L'attenzione viene dirottata verso il prodotto in serie, meno costoso e facile da scegliere. Sarà per esigenza oppure per la difficoltà a meravigliarsi, ma resta un problema che crea disagi all'artigianato, accendendo un grande dibattito sul concetto di autore e sul futuro della creatività umana.



In tutto questo vortice tecnologico, caotico e difficile da tenere a bada, c'è chi emerge con la sua manualità, seguendo una voce ben precisa: la voce dell'io interiore.

La soggettività artistica concerne la percezione individuale e l'espressione personale, due aspetti che definiscono l'arte stessa rendendola un'esperienza unica sia per chi crea sia per chi ne fruisce. La tecnica del quilling, o filigrana di carta, ha origini antichissime, con radici probabili nel Medio Oriente (Egitto) o nella Turchia, trovando le prime documentazioni certe in Europa durante il Medioevo. Nel Rinascimento, monaci e suore italiani e francesi la usavano per decorare testi sacri, mentre tra il 1700 e il 1800 è diventata un popolare passatempo per le

dame della classe medio-alta.

Rosa si avvicina a questa tecnica nel 2014, in modo spontaneo e non calcolato. Già da piccola nutriva una certa passione per il disegno, abbracciando più tardi il mondo della pittura, quasi come se mancasse qualcosa a dare vita ai disegni stessi. Da autodidatta, osservando in rete vari tutorial, apprende subito ogni singola sfumatura di questa tecnica. Nel suo piccolo laboratorio, stracolmo di risme di carta e tanti attrezzi, il tempo trova la giusta realizzazione.



L'osservazione - racconta - aiuta a sviluppare la fantasia. Lei ci riporta l'esempio delle forme attribuite alle nuvole, processo noto anche come "sintesi visiva": consiste nello scomporre oggetti complessi in figure geometriche elementari, per facilitarne la comprensione, la rappresentazione o la progettazione. Un processo fondamentale per l'arte e per la comprensione della realtà. Gran parte delle sue opere prende vita dopo aver osservato un paesaggio o un fiore, immaginando il prodotto finale incastonarsi nell'armonia di un arredo interno o su di un viso, ad ornamento delle linee naturali.


Tutto questo non avviene programmando: l'ispirazione, impulso che origina da forti passioni o motivazioni, a volte può non trovare concreta realizzazione. Periodi di demotivazione e stress possono interrompere questo ciclo: è capitato e capita anche a Rosa. Ci ricorda che non bisogna lasciarsi travolgere da questi stati d'animo, anzi, è bello aprire la porta della propria anima a nuove esperienze, nuove sensazioni, fondamentali affinché si riaccenda la miccia della creatività. Una visione rende stabile il processo, non la annoia e migliora il suo status emotivo. La ricerca del "nuovo" rappresenta il leitmotiv che spinge ogni sua azione a modellare la realtà.


La storia dell'arte insegna che nei secoli in molti hanno cercato di rompere con ciò che veniva prima: basti pensare a movimenti come l'impressionismo, il cubismo o il futurismo. Incastonare tra loro pezzetti di carta lavorati meticolosamente può sembrare la ripetizione di un meccanismo ormai definito, ma non va sempre così. Rosa sottolinea che, come le pennellate su di una tela, ogni taglio e ogni incastro rimangono originali, quale proiezione di una visione mai ripetuta.


Oggi intendiamo l'originalità come ricombinazione inedita di elementi esistenti e come spostamento di contesto: è lo sguardo a reinterpretare l'oggetto quando cambia l'ambiente. Ma soprattutto "essere riconoscibili", proponendo l'autenticità.

Le linee ondulate e vorticose che la carta segue quando lavora su dei quadretti richiamano l'impressione di movimento nota nelle opere di Van Gogh: energia emotiva e dinamismo ravvivano anche gli animi particolarmente rassegnati a ogni stimolo.


Tutto questo Rosa lo concretizza esponendo ogni singola creazione sulla sua pagina Instagram dal nome "Arte Carta e Fantasia -Quilling atelier", una sorta di vetrina ormai praticata da molti utenti di Corigliano-Rossano e non solo. Quando è libera dal lavoro che svolge, partecipa a diverse fiere legate all'artigianato, portando lo stendardo di questa tecnica poco conosciuta ma molto apprezzata.


Affrontando il tema "giovani e arte", delicato e allo stesso tempo discusso, Rosa si sofferma su un aspetto molto forte: i giovani stessi difficilmente si annoiano, per via dei tanti stimoli prodotti dalla società. È necessario un distacco graduale dalla tecnologia, permettendo loro di vivere la noia e accettarla, per stimolare la mente e ritrovare la creatività. Da qui capire se si ha un talento e coltivarlo, senza mai arrendersi.




Dopo una lunga chiacchierata, i saluti. Rosa ritrova la concentrazione e riprende da dove si era fermata. E così, striscia dopo striscia, ci insegna che anche l'anima ha bisogno di arrotolarsi su se stessa per trovare la sua forma più vera.

Grazie Rosa per averci insegnato che la bellezza vera chiede tempo, silenzio e mani che non hanno fretta.

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