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Gocce nel deserto

Il valore semplice e insostituibile della presenza


I sogni sono davvero superpoteri: riescono a superare il tempo, resistere alle intemperie e anche se, nella confusione dei giorni, li dimentichiamo sul fondo dei cassetti, quando meno ce l’aspettiamo, con prepotenza, sbucano fuori.


A ricordamelo sono gli occhi chiari e trasparenti di Michela che, in una giornata di inizio Maggio, mi accoglie nel suo ufficio.

E’ minuta, ha dei bellissimi capelli lunghi ed un sorriso fulminante Michela e, nel mentre mi accompagna nella visita al centro diurno de “Gocce nel Deserto”, lei nemmeno si accorge di quanto è importante questo momento per me.


Mi racconta dell’alba di questo grande sogno: un gruppo di ragazzi che, senza volere nulla in cambio, decidono di condividere lo sport con i disabili della città, senza considerarli diversi, semplicemente insieme. Con i mezzi di cui dispongono, coraggiosi e determinati, decidono, infatti, di coinvolgerli nelle partite al palazzetto, convinti che giocando si possano superare tutte le barriere.


E da questa visione semplice ma rivoluzionaria prende poi vita, perché tra queste mura se ne respira tantissima, l’associazione “Gocce nel Deserto”, ente di promozione sociale attivo sin dal 2006 nell’area urbana di Rossano, che si occupa di disabilità ad ampio spettro. ​​​​​ L’associazione, infatti, persegue l’obiettivo principale di supportare lo sviluppo delle abilità di ogni persona, offrendo il servizio del centro diurno (semi-residenziale) per maggiorenni affetti da disabilità psico-fisica, il servizio del doposcuola per bambini e ragazzi con DSA e BES nonché numerosi laboratori ed attività, come sport, arte e musica, finalizzati a sviluppare autonomia, manualità e socializzazione, oltre a percorsi sulle attività quotidiane. ​​​​​​​​


Allo stesso tempo, l’associazione organizza uscite, mostre, mercatini, eventi culturali, coinvolgendo scuole, enti ed altre associazioni. Tra i progetti ideati e voluti rientrano anche “Argini e Margini”, “Famiglie in salotto”, “Sport per tutti”, “Arte per tutti”, la colonia estiva ed altre iniziative inclusive rivolte al territorio.


E mentre Michela racconta, mi accorgo che qui dentro niente sembra costruito per “occupare il tempo”.Ogni stanza racconta, invece, un pezzo di libertà conquistata: le risate che arrivano dal laboratorio accanto, le carezze a chi non riesce a parlare, le tele tinte di blu, le sedie che Pepè sistema e risistema.


Ci sono luoghi che profumano di assistenza e altri che profumano di vita.“Gocce nel Deserto” appartiene senza dubbio ai secondi.

I ragazzi mi salutano con quella spontaneità che solo le persone autentiche conservano intatta. C’è chi continua concentrato nel proprio lavoro, chi racconta orgogliosamente ciò che ha realizzato, chi vuole intonare quella vecchia canzone, chi cerca semplicemente uno sguardo in cui riconoscersi. Ed è forse proprio questo il miracolo silenzioso che avviene qui ogni giorno: sentirsi visti davvero.


Perché l’inclusione, quella vera, non è uno slogan da stampare sui manifesti o una parola buona da tirare fuori nelle occasioni importanti. Inclusione significa costruire spazi in cui ciascuno possa esistere senza chiedere permesso, senza sentirsi “troppo” o “fuori posto”.

Michela me lo racconta senza enfasi, quasi con naturalezza, come se tutto questo fosse normale.


E invece normale non è affatto. Normale dovrebbe esserlo. Dietro ogni attività organizzata dall’associazione ci sono, infatti, sacrifici invisibili, giornate difficili, burocrazie pesanti, fondi che non bastano mai e la necessità continua di inventarsi nuovi modi per andare avanti. Eppure, nonostante tutto, qui si continua a seminare bellezza.


Forse perché chi sceglie di dedicare la propria vita agli altri finisce inevitabilmente per assomigliare ai propri sogni: resistente, ostinato, luminoso.

Così luminoso da riuscire ad accendere altre vite, altri desideri, altre possibilità.

Perché i sogni, quando sono autentici, non restano mai fermi dentro una sola persona: camminano, si allargano, contagiano. Diventano mani che aiutano, idee che prendono forma, persone che decidono di esserci. E così il sogno di alcuni finisce, lentamente, per diventare il sogno di molti.


È quello che accade dentro e fuori “Gocce nel Deserto”, dove famiglie, scuole e comunità locale vengono coinvolte come parte attiva attraverso un dialogo continuo e momenti di confronto. Le famiglie partecipano ad incontri periodici, laboratori, eventi e feste insieme ai propri figli, creando quella continuità preziosa tra casa e struttura che rende ogni percorso davvero condiviso.


Ed è proprio in questa rete di relazioni che il cambiamento diventa reale.Perché una comunità cresce quando smette di delegare e sceglie invece di partecipare. ​ Quando comprende che l’inclusione non riguarda “qualcun altro”, ma tutti noi.

In questo tempo che ci abitua spesso all’indifferenza, questa associazione, invece, ricorda il valore semplice ed insostituibile della presenza.


Non servono gesti straordinari per fare la differenza: a volte basta condividere un laboratorio, fermarsi ad ascoltare, offrire qualche ora del proprio tempo, una chiacchiera, un sorriso, scegliere semplicemente di esserci.


Le porte di “Gocce nel Deserto”, infatti, restano aperte a chiunque voglia entrare, conoscere, partecipare, mettersi in ascolto.

Perché questo sogno, per continuare a vivere, ha bisogno di tante mani, tanti passi e tanti cuori disposti a camminare insieme.

Ha bisogno anche di te.


Questa mia storia è dedicata a Rosanna,

per ringraziarla dell’emozione indescrivibile che mi ha regalato.

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