top of page

Nicola Celi

  • Carmen Esposito
  • 46 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

La Madonnina e l’anima di Piazza Portofino


Sono le 11 di un qualunque martedì di maggio quando, passeggiando per le strade di Schiavonea, mi fermo a piazza Portofino e mi imbatto in una scena semplice e, per me, abbastanza quotidiana: un tavolo, qualche sedia, un gruppo di uomini intenti a giocare a carte.


È una di quelle immagini che raccontano cosa significa saper rallentare e godersi del tempo in compagnia dei proprio amici, senza un telefono o un intrattenimento particolare. È una cosa un po’ in disuso oramai tra i più giovani. Tra loro, uno spicca più degli altri: polo rossa, sguardo inizialmente serio.


È Nicola Celli, proprietario del pub La Madonnina. Aspetto che finisca la partita, poi iniziamo a parlare. E quello sguardo cambia: si accende di orgoglio mentre comincia a raccontare. Nicola è sempre stato uno sportivo. Prima del bancone, prima del pub, c’era il calcio. E proprio quella piazza, oggi piena di tavolini e voci, è stata il suo primo campo da gioco.


Qui trascorreva le giornate insieme a tanti altri ragazzi, rincorrendo un pallone fino al tramonto. Il calcio era molto più di un passatempo: era un momento di incontro, uno spettacolo spontaneo che coinvolgeva tutta la comunità. Anche i pescatori, dopo il lavoro, lasciavano le barche per fermarsi a guardare quelle partite improvvisate, trasformando la piazza in una piccola arena condivisa. È da lì che nasce un legame profondo con questa

piazza e che Nicola non ha mai perso.


Nel 1993 si trova a Vienna, per una finale di Coppa dei Campioni del Milan. Durante una conversazione con un dirigente della FIGC, esprime un desiderio: ottenere la licenza per il Totocalcio. La risposta è diretta : “Per avere il Totocalcio, devi aprire un bar.” Non era il suo mondo. Non era nei suoi piani. Eppure, Nicola sceglie di provarci. Trasforma quello che era allora un negozio di abbigliamento e articoli sportivi in qualcosa di nuovo, cambia prospettiva, scommette su un’altra idea di futuro.



Nasce così La Madonnina. Quel bar nel tempo diventa un pub; non c’è più il Totocalcio e, per la seconda volta, Nicola riesce a cambiare prospettiva.


Il nome è tutt’altro che casuale. È un omaggio alla statua della Madonna che veglia su Piazza Portofino, simbolo di protezione per i pescatori e punto di riferimento per chi vive la piazza ogni giorno. È proprio lì, sotto quello sguardo, che prende forma qualcosa che va oltre un’attività commerciale. Perché Piazza Portofino non è solo uno spazio urbano: è un luogo che vive e cambia con le persone che la attraversano. In questa stagione torna a riempirsi: giovani che si danno appuntamento la sera, famiglie che passeggiano, turisti che si fermano a osservare. Bambini con il gelato in mano corrono da un lato all’altro della piazza, mentre poco più in là gruppi di ragazzi si ritrovano per bere una birra e ascoltare della musica.In questo intreccio di vite, La Madonnina è molto più di un pub: è uno dei punti in cui queste storie si incontrano. Un luogo che accompagna i diversi momenti della giornata, dal caffè della mattina alle serate estive.


Nel tempo Nicola ha saputo adattarsi, cambiare, far evolvere il suo locale senza snaturarlo. In oltre trent’anni di attività, il mondo attorno è cambiato molte volte, ma non il rapporto con le persone.Il segreto sta tutto in una visione precisa: per Nicola, il pub non è solo un lavoro. È un luogo di aggregazione. Un posto dove le persone si riconoscono, si ritrovano, si sentono parte di qualcosa. L’accoglienza è quella tipica della gente di mare: spontanea, diretta, autentica. Un sorriso, una parola, una presenza costante. E allora quella scena iniziale – il tavolo, le carte, le voci – assume un altro significato. Non è solo quotidianità: è comunità.


Quando lascio Nicola, porto via con me una consapevolezza semplice ma importante : i luoghi vivono grazie alle persone che li abitano. E servono coraggio, fatica e visione per trasformarli in punti di riferimento.

Oggi, La Madonnina continua a essere il cuore pulsante di Piazza Portofino. Non solo un pub, ma uno spazio condiviso, dove realtà diverse convivono e si incontrano ogni giorno. Perché, in fondo, una piazza esiste davvero solo quando qualcuno sa darle un’anima.

Post recenti

Mostra tutti

Commenti


bottom of page