Antonio
- voci coro
- 16 ott 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 17 dic 2024
L'uomo con le cuffie che da voce a CoRo

È il luglio del 2020 e come tutti sono reduce da lunghi mesi trascorsi in casa, chiuso nei mei spaziosi 45mq a Milano dove sono nato da due emigranti che negli anni 70 hanno dovuto lasciare casa, come quei tanti ricordati da Rino Gaetano nella sua “E cantava le canzoni”.
Dopo tanto patire, finalmente, ci si può muovere tra le diverse regioni e così decido di trascorrere un paio di settimane a Rossano, nel centro storico, dove papà ha una casa, un tempo di nonna.
Nel vicolo Carignola, nel rione del Gelso, ho trascorso tante estati. Ricordo ancora con grande emozione la gioia che provavo la domenica nel salire i gradini che da piazza Santanargini, la seconda piazza più importante del paese, conducono sino alle porte dello storico teatro Paolella. Correvo felice perchè era ora di pranzo, ritornavo dal mare e nonna avevo preparato gli gnocchi fatti in casa.
Quelle che immaginavo essere due settimane sono diventate 4 anni.
Ho deciso di restare perché quando dal paese scendi verso il mare, un paio di curve dopo l’anfiteatro, ti si spalanca davanti agli occhi il maestoso, affascinante golfo di Sibari. Il mio cuore è stato trafitto dalla bellezza di questo panorama e quando mi chiedevo: “Antonio, vuoi tornare a Milano?” La risposta era sempre la medesima “No! Sono felice qui”

Ho deciso di restare perchè quell’iniziale reticenza nell’aprirsi, si è trasformata, giorno dopo giorno, in un caldo, appassionato abbraccio ricevuto da tutte le persone con cui entravo in contatto.
Ho deciso di restare perché qui sono diventato un uomo e il mio rapporto con Dio si è consolidato, o forse qui è davvero iniziato.
Ho deciso di restare perché dopo tanto peregrinare qui ho incontrato la mia incantevole sposa dai piedi di piombo, Gabriella : colei che rende tutto possibile.
Questo è quello che rispondo alle persone quando, esterrefatte, mi chiedono “Ma tu, da Milano, che ci fai qui?”.

La mia esistenza corigliano-rossanese è una storia di resistenza e di restanza, ma tante sono quelle che si celano tra le strade della città. Ho deciso di dare loro voce perché il suono delle loro vite possa aiutarci a non dimenticare quanto bella sia la nostra terra e a prenderci cura di una casa che troppo spesso dimentichiamo e maltrattiamo.



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