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Carmela Corrado

Nel nome dell'Achiropita


Ferragosto per noi rossanesi è sempre stato qualcosa di speciale.

Al paese è festa, la Madonna Achiropita viene portata in processione per le strade.

Una delle caratteristiche di questa processione è l'odore che senti durante il cammino. Ci imbattiamo sempre in un'armonia di odori di melanzane e basilico, che caratterizzano questi giorni.


In più, nei quartieri costruiscono gli altari dedicati alla Madonna, i balconi e le finestre ornati con coperte ricamate sono protagonisti di un devoto lancio di fiori.


Ed è proprio quando arrivano queste feste e la Madonna viene portata in chiesa, che il mio pensiero, automaticamente, va ad una persona che ha da sempre incarnato a pieno la parola devozione.

Una signora, da viso dolce e dalla pelle candida, il sorriso lucente e gli occhi che emanano amore, stava seduta sull'uscio della porta di casa sua con una sediolina e, vicino a lei, metteva le sedie per le persone che passavano per farle compagnia o, semplicemente, per scambiare due chiacchiere. La nonna abitava subito dopo la discesa "del vescovado". La mia era una tappa fissa e la nonna, immancabilmente, mi raccomandava di baciare la Madonna per lei.


Lei aspettava impaziente queste feste e, quando parlava della Madonna Achiropita, i suoi occhi diventavano lucidi, la guardava con ammirazione e le raccomandava nella preghiera i suoi figli e i suoi nipoti. Nonna Cá era molto credente, teneva tutte le "immaginette" che le portavo in un cassetto della macchina da cucire e le dispensava a chi ne aveva bisogno.

Ma quello che provava per la Madonna Achiropita era un qualcosa di speciale, di inspiegabile, che riusciva a trasmettere alla gente che gli stava intorno. Da bambino, ogni volta che salivo a messa, dovevo sempre dire un'Ave Maria per lei e quest'abitudine mi è rimasta ancora oggi.


Oggi la porta è aperta ma la signora e la sediolina non ci sono più. Però, ogni volta che passo da casa sua con la statua sulla spalla, il peso si annulla, io la vedo che guarda la Madonna sempre con gli occhi lucidi e guarda anche me con gli stessi occhi perchè porto avanti quello che lei mi ha insegnato.

Tramandare è la chiave per preservare le tradizioni e la nostra identità. Io sono ricco, ricchissimo, perchè Nonna Carmela mi ha lasciato un'eredità immensa e profonda. Ovviamente non sto parlando di beni materiali ma di valori, di tradizioni. La cosa più importante che mi ha tramandato è l'amore verso questa Donna Celeste, che da sempre ci guarda e ci protegge.

Ho sempre amato la Madonna Achiropita ma da quando Nonna Cá non è più con noi la guardo con occhi diversi: crescendo ho capito di sentire le medesime emozioni provate da lei, infatti ho sempre gli occhi lucidi quando parlo di lei.


Oggi nel guardare la statua vedo anche il suo volto. E credetemi quando dico che queste cose qui non si possono spiegare.



 
 
 

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