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Fortunato e Vincenzo

  • Immagine del redattore: voci coro
    voci coro
  • 1 nov 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 17 dic 2024

Una storia di restanza tra stoviglie e salumi




I miei nonni materni abitavano in Conceria, nella casa in cui ora vivo con Gabriella, ma questa, come diceva il grande Moustache in “Irma la Dolce”, è un’altra storia.



Da bambino ero affascinato nel vedere passare per le strade del quartiere tutti quei commercianti.



C’era chi arrivava con la sua auto colma di tovaglie, coperte e ogni genere di strofinaccio. Entrava nella casa della fortunata signora e sul tavolo adagiava con cura la sua mercanzia. Le vicine, prontamente accorse, si riunivano confabulando sulla qualità dei tessuti.


C’era chi vendeva frutta e verdura con il suo motocarro, chi trasportava il pane caldo e chi formaggi freschi .


E poi c’era lui, Fortunato, con il suo grande camion ricolmo di ogni prodotto per la casa.


Attorno al suo mezzo si creava un vero e proprio mercato e l’acceso vociare delle donne del rione non era diverso da quello vivo e colorato del gran bazar a Istanbul o del mercato di Ballarò a Palermo.


Di strada Fortunato ne ha percorsa tanta fino a quando, nel marzo del 1996, ha deciso di spegnere i motori e aprire, con coraggio, un negozio nel centro storico di Rossano.


All’inizio erano solo stoviglie, ma con il tempo, e un lungimirante investimento, le vetrine sono diventate due e al bancone dell’alimentari ha iniziato a lavorare il figlio Vincenzo.


Ora questa solare coppia di padre e figlio sono un punto di riferimento per l’intera comunità.


Da loro puoi trovare ottimi salumi, taralli di Acri che creano dipendenza, frutta, verdura, pane e, ovviamente, ogni genere di prodotto per la casa.


Ma quello che davvero si trova, ed è nascosto tra le corsie di questa drogheria, sono l’amore per il paese, il coraggio di restare, la passione e la fatica per quel duro lavoro che amano visceralmente, e riescono a trasformare in leggerezza con i loro perenni sorrisi, e la felicità che donano a tutti coloro che, giorno dopo giorno, continuano ad entrare.






Restare è difficile, ma Fortunato e Vincenzo ci aiutano a trovare l’energia per farlo, sognando che il paese possa ritornare a splendere come risplende negli occhi degli anziani che con dolcezza lo ricordano.

1 commento


Andrea Gelsomino
Andrea Gelsomino
21 gen 2025

...e vedi che ti magi.... il panino piu' buono che io abbia mai mangiato !!!

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